Ecco che come tutte le volte in cui si citano le gesta di un dittatore, esplode, senza mezze misure, la rabbia delle parti. Da un punto di vista squisitamente antropologico, è innegabile che qualsiasi dominatore va annoverato come una persona straordinaria , giacché non in tutti risiede il coraggio, la sfrontatezza e l’ambizione di voler cambiare le cose, di scardinare il sistema o di capovolgere le sorti di una nazione. Il lato tragicomico è che spesso il “credo” che accompagna un despota è esso stesso figlio dell’oppressione e dell’odio, cresce e matura in contesti popolari schiacciati, o ignorati dal Sistema e per questo raccoglie adepti con molta facilità. I programmi di una dittatura sono sempre altisonanti e di facile comprensione, spesso non nascono da una violenta presa di potere, ma derivano da una blanda e indifferente democrazia (non dimentichiamo che persino il partito nazista tedesco vinse le elezioni). E quindi, quando quelle necessità per il bene del popolo divengo...
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