Migliaia di italiani fremevano nell’attesa del fatidico
incontro/scontro tra Berlusconi e i suoi antagonisti di sempre: Santoro e
Travaglio.
Le due punte, coadiuvate dal centrocampo Innocenzi e
Costamagna non potevano certo fallire.
Addirittura i bookmakers inglesi avevano quotato l’uscita sdegnata di Berlusconi dagli studi nei primi minuti di trasmissione, ma questo non solo non è avvenuto, ma l’ospite è arrivato fino in fondo, cavandosela [purtroppo] egregiamente.
Come mai le domande accumulate negli anni [20!] dal superstite giornalismo d’inchiesta italiano non hanno sortito gli effetti sperati?
C’era a disposizione il boccone più ambito dei talk-show “non allineati” e non si è riuscito a fargli dire una parola sbagliata o creare in lui imbarazzo per una domanda scomoda.
Addirittura i bookmakers inglesi avevano quotato l’uscita sdegnata di Berlusconi dagli studi nei primi minuti di trasmissione, ma questo non solo non è avvenuto, ma l’ospite è arrivato fino in fondo, cavandosela [purtroppo] egregiamente.
Come mai le domande accumulate negli anni [20!] dal superstite giornalismo d’inchiesta italiano non hanno sortito gli effetti sperati?
C’era a disposizione il boccone più ambito dei talk-show “non allineati” e non si è riuscito a fargli dire una parola sbagliata o creare in lui imbarazzo per una domanda scomoda.
Anzi, in alcuni momenti Berlusconi è risultato persino
simpatico.
E a poco o a nulla sono valse alcune sue elucubrazioni ai limiti del nazismo “L’Italia è un paese che non può essere governato” [se non con il manganello] frasi che farebbero venire i brividi a qualsiasi essere pensante.
Ci convinciamo che a parlare sia l’istrionico cantante delle navi, e non colui che con una gestione di Governo allegra e puttanesca ha portato l’Italia sul baratro del fallimento.
E quindi al di là delle accuse che non si possono provare in uno studio televisivo (mafia, trattative, amicizie dubbie, mignotte, evasione, ecc.) e l’accordo tacito per non parlare dei suoi procedimenti, cosa restava? La politica.
E a poco o a nulla sono valse alcune sue elucubrazioni ai limiti del nazismo “L’Italia è un paese che non può essere governato” [se non con il manganello] frasi che farebbero venire i brividi a qualsiasi essere pensante.
Ci convinciamo che a parlare sia l’istrionico cantante delle navi, e non colui che con una gestione di Governo allegra e puttanesca ha portato l’Italia sul baratro del fallimento.
E quindi al di là delle accuse che non si possono provare in uno studio televisivo (mafia, trattative, amicizie dubbie, mignotte, evasione, ecc.) e l’accordo tacito per non parlare dei suoi procedimenti, cosa restava? La politica.
Questo a mio avviso sarebbe potuto essere il campo di
battaglia di Servizio Pubblico: mettere economisti e statisti dalle palle
quadrate di fronte a Berlusconi e fargli smontare pezzo per pezzo l’idea
malsana della sua gestione politico/economica.
Questo avrebbe potuto affossare le sue percentuali e convincere lo stuolo di indecisi che Berlusconi non è il soggetto da votare [ancora].
Non c’è nulla da fare, se lo sfidi sul populismo non puoi vincere.
Questo avrebbe potuto affossare le sue percentuali e convincere lo stuolo di indecisi che Berlusconi non è il soggetto da votare [ancora].
Non c’è nulla da fare, se lo sfidi sul populismo non puoi vincere.
Alla fine stai a vedere che ancora una volta l’Italia non
può fare a meno di lui.
Ma noi continuiamo a ripeterci che non ci abbindolerà un’altra volta, che il suo ruolo da imbonitore mediatico non ci appartiene, ma nemmeno noi sappiamo per chi votare.
E aspettiamo i sondaggi del lunedì.
Ma noi continuiamo a ripeterci che non ci abbindolerà un’altra volta, che il suo ruolo da imbonitore mediatico non ci appartiene, ma nemmeno noi sappiamo per chi votare.
E aspettiamo i sondaggi del lunedì.
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