Il Giornale ha fatto lo Scoop (...)
Massimo Malpica ha "scoperto" che il 28 gennaio 2012 la Commissione Grandi Rischi (CGR) ha inviato una missiva alla Protezione Civile riguardante la possibilità del verificarsi di terremoti in Pianura Padana.
Me lo ricordo bene, qualche giorno prima di quella data mi trovavo per un weekend al mare in Liguria, e steso sul letto ho iniziato a sobbalzare. Spavento sull'immediato ma nulla di più, per fortuna.
Immediatamente si è messa in moto la macchina della CGR, anche un profano come me capisce che si tratta di una procedura standard: si esamina l'accaduto, si attiva il monitoraggio e si comunica l'esito con le [eventuali] raccomandazioni alla Protezione Civile.
Nella missiva si parla di una "vasta
area" a rischio; per chi non lo sa, la Pianura Padana non ha le misure
di un campo da calcio, ed evacuarla è praticabile quanto asciugare
l'intero Mediterraneo con spugna e bacinella.
Invece di titolare "Qualcuno sapeva" Il Giornale farebbe bene ad approfondire innanzitutto come funziona il meccanismo, senza accanirsi su chi ha fatto "previsioni" e non è stato ascoltato.
Quelle, caro sig. Malpica, non sono previsioni, ma avvertenze di professionisti.
Che cosa avrebbe dovuto quindi fare la Protezione Civile, cooptare quattro battaglioni di tecnici per verificare la solidità delle strutture edificate da Ferrara a Pavia?
Quello per cui ci dovremmo preoccupare (giornali in testa) è del perché nel nostro paese non esiste una cultura della prevenzione e dell'informazione.
- Perché su un territorio che è al 70% a rischio sismico non viene effettuata - a partire dalle scuole - la formazione e l'addestramento alle norme comportamentali in caso di sisma?
- Perché le norme sulle costruzioni sono così vetuste e lassive che che addirittura non richiedono capacità professionali particolari agli edificatori?
- Perché non abbiamo un Ente che vigila sul rispetto dei materiali utilizzati e verifica le esecuzioni?
- Perché i capannoni sono "posti di lavoro" e quindi suscettibili di maggiore indifferenza nel rispetto delle norme costruttive?
Quindi se certa stampa abbandonasse i titoli sensazionalistici a favore del vero giornalismo d'indagine, l'Italia ne avrebbe sicuro giovamento.
Peccato davvero che questa dovizia mediatica non sia stato riservata alla Protezione Civile anche per il caso Bertolaso e le Grandi Opere. Chissà perchè...
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